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Emigrazione

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La storia di Colfelice è contrassegnata anche dall’emigrazione.  La prima fase di questo fenomeno si sviluppò alla fine dell’800 e nei primi decenni del ‘900 (nel periodo che per l’Italia tutta fu chiamato della “grande emigrazione“). Furono molti i nostri concittadini a partire per la Francia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Spesso si trattò di soli uomini che raggiungevano quei Paesi per trovare un lavoro e rimettere il denaro guadagnato ai loro familiari rimasti in Italia. A volte, invece, emigrarono intere famiglie (Fraioli, Lancia, Renzi, Palermo, Frezza, …) che rimasero stabilmente nei luoghi di arrivo. Ne è particolare testimonianza l’emigrazione dei coniugi Nicola e Francesca Lancia che nel 1904 emigrarono da Colfelice a Marsiglia, in Francia, portando con sé i figli Antonia, Giuseppe, Domenica, Rosa e Assunta. In Francia Nicola e Francesca ebbero altri tre figli: Victorine, Louis e Bernardine. Assunta, nata a Colfelice nel 1903, ha festeggiato ad Allauch, in Provenza,  i suoi 100 anni di vita. Di questi 8 figli tre (Assunta, Victorine e Bernardine) hanno superato i 100 anni di vita! Particolare non trascurabile, nella regione di Marsiglia sono oggi presenti circa 40 famiglie di cognome Lancia, tutte discendenti da quei coniugi emigrati da Colfelice nel 1904. Fa piacere sottolineare che oggi frequenti e affettuose relazioni con l’Amministrazione comunale di Colfelice sono assicurate da Daniel Lancia, discendente di Louis Lancia.


All’epoca dell’emigrazione dai nostri territori trattò la relazione La tratta dei fanciulli di Ugo Cafiero, pubblicata nel 1901 sulla rivista La riforma sociale. L’autore, dopo aver riferito sulle necessità economiche che determinavano da sempre l’emigrazione della nostra gente (“L’ardire di emigrare è antico, è tradizionale in queste contrade”), parlava dell’emigrazione “patologica”, quella che riguardava i bambini strappati all’affetto e al calore della famiglia. Alcuni episodi di questa “emigrazione” sui generis furono raccontati qualche anno fa nel libro L’orda- Quando gli albanesi eravamo noi di Gian Antonio Stella, che citò – tra l’altro - la tratta infantile nel territorio di Sora – Arpino - Roccasecca alla fine dell’Ottocento e, in particolare, il caso dei tre fratelli Fraioli (Francesco, Felice e Paolo) che in tenera età erano stati ceduti dalla famiglia al “negriero” Donato Vozza e portati a lavorare nelle Veterie Legras di Saint Denis (Parigi) in condizioni disumane, tanto che due di essi morirono quasi subito, all’età di 11-12 anni. Il Vozza, definito poi “orco assassino”, fu condannato dal Tribunale di Cassino a 7 anni di carcere. Il cognome Fraioli è tipico dei Comuni di Colfelice, Arce, Roccadarce e Roccasecca per cui è da ritenere che quei bambini provenissero dalle nostre contrade.


Il significato dell’emigrazione dall’attuale territorio del Comune di Colfelice può essere desunto da una deliberazione del Consiglio comunale di Roccadarce del 30 novembre 1913 (all’epoca Coldragone e Villafelice facevano parte del Comune di Roccadarce). Il sindaco cav. Eleuterio Camilli riferiva sulla necessità di un ufficio postale e di un telegrafo nelle frazioni di Coldragone e Villafelice  “adducendo a giustificazione tra l’altro le esigenze dei numerosi emigrati del posto, i quali davano luogo a considerevole movimento di denaro e di comunicazioni” (dal Mario Mollicone ROCCADARCE, 2009), in modo molto esplicito il sindaco sostiene “che l’Amministrazione comunale non può rimanere indifferente ai bisogni delle due Frazioni Coldragone e Case, due centri abitati  abbastanza importanti, giacché giusta l’ultimo censimento contano complessivamente oltre 2.000 abitanti; che la cittadinanza delle frazioni stesse dà margine larghissimo all’emigrazione, non bastando all’attività di questi cittadini le risorse dell’agricoltura e delle piccole industrie locali; che fenomeno confortante dell’intenso movimento  di popolazione, per cui vengono distratte dai nostri campi le più valide energie, sono le continue rimesse di denaro, che arrivano ogni giorno dall’estero da parte dei nostri cittadini, i quali coi loro risparmi hanno determinato una vera e propria agiatezza  in queste nostre contrade; che, per il movimento continuo di persone e di denaro, si rende necessario l’istituzione di un ufficio postale e telefonico tra le due Frazioni, vicine tra loro, in un punto medio e propriamente alla contrada Guardiola, sulla via provinciale”. È consolante rilevare come le misere condizioni di vita del paese avevano indotto tante persone (“le più valide energie”) all’emigrazione, ma le loro rimesse consentivano a chi era rimasto di vivere più agiatamente e servivano a richiedere l’istituzione di un ufficio postale!
La seconda fase dell’emigrazione da Colfelice ebbe luogo negli anni 1946 – 1965. Ci furono richiami dei congiunti e parenti dagli Stati Uniti (segno di stanziamento definitivo all’estero). I flussi maggiori si diressero verso la Francia (oggi sono centinaia i cittadini originari di Colfelice che vivono intorno a Parigi e Lione), la Svizzera, la Germania, il Belgio, la Gran Bretagna, ma anche verso il Brasile, l’Argentina, il Venezuela e il Canada. Molti di questi emigrati non sono più tornati a vivere stabilmente a Colfelice, anche se – ne sono sicuro – non hanno dimenticato il paese di origine e lo tengono vivo e presente nei loro cuori. Un dato documenta quell’andar via da Colfelice: la popolazione del paese, anche a causa della concomitante emigrazione interna all’Italia, scese dai 2064 abitanti del 1951 ai 1541 abitanti del 1971.
Oggi l’Amministrazione comunale, anche tramite questo Sito, vuole esprimere profonda gratitudine e simpatia verso tutti coloro che, pur vivendo lontano dall’Italia, hanno mantenuto vivo e saldo il legame di sangue e di affetto con il paese di origine e testimoniare che Colfelice non li ha dimenticati, ma li sente parte effettiva e integrante della comunità cittadina. Ad essi tutti (emigrati, figli, nipoti e pronipoti)  il più affettuoso e cordiale saluto e l’invito a mantenere i contatti con il Comune (indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

Bernardo Donfrancesco
Sindaco di Colfelice

 

Da Emigrazione a Immigrazione

Da paese di emigrazione a paese di immigrazione
Passano gli anni, cambia la geografia del mondo, l’umanità vive nuove esperienze politiche e sociali… Da Colfelice si emigrava in altri Paesi, ora si emigra in Italia e si arriva anche a Colfelice! Così nella nostra comunità oggi è presente un discreto numero di cittadini di origine “straniera”. Si è trattato, anche per noi, di una piccola “rivoluzione” demografica e culturale, di un evento che abbiamo registrato con soddisfazione.
L’Amministrazione comunale ha inteso subito dimostrare, anche attraverso una prima riunione con i cittadini immigrati, che Colfelice è un paese aperto e accogliente che promuove la coesione sociale, la partecipazione, l’integrazione e la sicurezza della cittadinanza.
Perciò invita i concittadini immigrati a mantenersi in contato con gli Uffici comunali e segnalare i loro eventuali problemi. Nel contempo invita i cittadini di origine italiana ad assicurare una serena convivenza e favorire la reciproca conoscenza della cultura, dei costumi e delle tradizioni dei Paesi di provenienza e del nostro Paese.
I cittadini di origine straniera presenti a Colfelice alla data del 31 dicembre 2010 sono 85, di cui:

 

Paese di origine
Numero Cittadini
 
Paese di origine
Numero Cittadini
Albania
1
 
Marocco
1
Birmania
2   Olanda
1
Bulgaria
8  
Polonia
1
Egitto
1
 
Repubblica Moldava
1
Filippine
7  
Romania
51
Francia
3
 
Ucraina
4
Giappone
1
  Venezuela 1
Libano 2