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Storia

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L’origine del Comune di Colfelice è piuttosto recente: risale, infatti, al 1923, quando con Decreto Reale n. 2703 del 6 dicembre, due frazioni di Roccadarce, Coldragone e Villafelice, ottennero la completa e definitiva autonomia amministrativa. Nel giro di pochi anni Colfelice passò dalla giurisdizione della Provincia di Caserta (allora Terra di Lavoro) a quella di Frosinone, istituita nel 1927, e di conseguenza dalla regione della Campania a quella del Lazio. Il nuovo Comune ebbe il nome composto da COL, da Coldragone, e FELICE, da Villafelice, frazione quest’ultima che viene ancora chiamata dagli abitanti con l’antico toponimo "Le Case". Colfelice, o meglio la sua frazione Coldragone, appare nella storia con inequivocabile sicurezza solo quando il ducato di Arce viene in possesso di Giacomo Boncompagni. Siamo verso la fine del 16° secolo. Il Duca dà inizio "ad una intensa e convinta opera di ricostruzione del Ducato con durature iniziative edilizie, economico-commerciali e culturali", fra le quali risaltano l’edificazione del Palazzo Ducale e l’introduzione dell’arte della lana in Isola del Liri (1581) e, nel 1583, la costruzione di un casale su una piccola altura nel feudo di Arce (casale al quale fu dato il nome Colle Drago "perché l’arme d’esso Signor Duca Iacomo era il Drago", il drago cioè era raffigurato nello stemma della famiglia Boncompagni). Ma c’è anche una leggenda circa l’origine di Colle Drago (Coldragone) e la presenza del drago nello stemma comunale. C’era una volta un drago – dice quella leggenda - che seminava il terrore tra le inermi e docili creature che abitavano un piccolo borgo costruito sulle pendici di una collina… Il drago viveva in una buia grotta ai fianchi della collina, di difficile accesso e per ciò stesso fonte di paura e di minaccia, e ne usciva per assalire e divorare gli animali al pascolo, finché non incontrò l’avversario che lo uccise (una scrofa a difesa dei suoi maialini) e liberò il borgo dal terribile mostro. Alla morte di Giacomo Boncompagni, nel 1612, il ducato di Arce – e quindi anche Coldragone – passò al figlio Gregorio I, al quale nel 1629 successe il figlio Giacomo II, che nel 1636 lasciò in eredità i beni al fratello minore Ugo (1626–1676). In questo periodo il feudo subì un terremoto (1654) e una pestilenza (1656). I Boncompagni tornarono ad interessarsi direttamente di Coldragone verso il 1746, al tempo del Duca Gaetano (1731-1777), quando il borgo venne ricostruito e stabilmente abitato. Il Duca Gaetano Boncompagni fece edificare una chiesa dedicata a S. Giuseppe e S. Gaetano. La seconda metà del 18° secolo vede la fine del governo dei Boncompagni nei Ducati di Arce e Sora. L’ultimo Duca fu Antonio II, quasi del tutto disinteressato alle sorti delle proprie terre. Così il 1° settembre 1796 i due Feudi – insieme a quelli di Aquino ed Arpino – passarono alla Real Corona di Napoli.